In origine erano 33.. La torta Pasqualina!

Torta pasqualina

La torta Pasqualina e un’antica specialità genovese, con origini databili attorno al XIV secolo. Come il nome suggerisce, veniva preparata in occasione delle feste pasquali. Oggi si può gustare in qualsiasi giorno dell’anno, ma in passato, considerando la poca economicità delle uova e del formaggio, ingredienti principali di questa ricetta, era limitata alle ricorrenze speciali e ai giorni di festa.

La prima documentazione scritta si deve all’umanista Ortensio Lando nel suo Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano.  L’autore la chiama gattafura, poiché le gatte si avvicinavano volentieri alle finestre delle case per trafugare questa delizia di cui erano ghiotte: ‘le furano et vaghe ne sono‘.
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Dopo la settimana grassa… Quaresimali!!

QuaresimaliSi dice che i gusti cambino ogni sette anni.. Quando ero piccola non li amavo o forse non avevo mai avuto il tempo di assaggiarli perché, con la scusa che non mi garbavano, venivano spazzolati in un batter d’occhio. Ricordo le meraviglie di genitori e parenti davanti al minuscolo vassoio elegantemente impacchettato. Ogni quaresima partiva la sfida per capire quali fossero migliori, fra le due pasticcerie storiche di Genova da cui ci serviamo: Romanengo e Profumo, e ad oggi non abbiamo ancora trovato un vincitore perché scegliere fra i due e’ veramente difficile, se non impossibile.. In ogni caso sono certa che la gara si ripeterà ogni anno con la scusa, in soli quaranta giorni, di ingurgitare più quaresimali possibili! Anche perché ora li magno pure io!
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Brownies Caramello Salato e Nocciole

Bertha Honoré PalmerImmaginate Mrs Palmer, nota imprenditrice statunitense, degustare un pezzo di torta, in pubblico, agli albori del XX secolo.. Ci voleva qualcosa di appropriato ad una signora, qualcosa che non sporcasse le mani, fosse facile da trasportare e degustare durante le esibizioni sociali.
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Finale di Marsterchef e spaghetti vongole, carciofi al profumo d’arancia

Avevano ragione, con due giorni di anticipo Ricci e la sua banda hanno spoilerato sul finale di Masterchef. A parte che non ci voleva un genio, anche secondo me Stefano era due spanne sopra a Nicolò, tralasciando tremarella e sudore, che lo hanno accompagnato fino all’ultimo piatto (soffrivo mentre impiattava la battuta di filetto di fassona). Ma a noi ad un certo punto.. Capisco una partita di calcio.. andreste mai a vedere la vostra squadra del cuore sapendo il risultato?? Magari un belrisultato tennistico in negativo? Non credo perchè lo spettacolo in qusti casi va in secondo piano, prevale il nervosismo e non l’esibizione.. Ma qui è diverso! In ogni caso complimenti a Stefano che è riuscito a prendere l’ultimo treno della sua vita…
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